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PALAZZO BISCARI

MOSTRE

Palazzo Biscari vanta una antica tradizione legata all’arte e alle mostre. A partire dal XVIII secolo ha ospitato il museo di reperti archeologici, strumenti fisici e rarità naturali appartenenti alla collezione di Ignazio Paternò Castello, V principe di Biscari, che fino allo scorso secolo occupavano gli ambienti del Museo Biscari.

Di recente il Palazzo si è aperto anche a mostre innovative di artisti internazionali, catalizzando l’interesse di cittadini, turisti e media. Un esperimento di grande successo che si mira a replicare.

Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo a Palazzo Biscari
Installazione ambientale e Collettiva a cura di Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca.

Il progetto, a cura di Ludovico Pratesi e Pietro Scammacca in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e UNFOLD, è promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, e realizzato in collaborazione con Poema S.p.A., e si avvale del sostegno della Fondazione Sicilia.

Le opere della Collezione occupano due parti del palazzo: un’installazione ambientale dell’artista Alicja Kwade nel Salone delle Feste e la mostra collettiva intitolata “La stanza analoga” negli appartamenti dell’Ala di Levante del palazzo, aperti al pubblico per la prima volta, che si propone come eco di un particolare ambiente di Palazzo Biscari: la stanza detta “del Don Chisciotte” poiché decorata con dipinti raffiguranti le avventure del personaggio picaresco di Cervantes.

La mostra riunisce 20 artisti della Collezione di diverse generazioni, che hanno messo in atto con le loro ricerche una critica della rappresentazione attraverso linguaggi e medium diversi. Ispirandosi a dispositivi narrativi reperibili nel romanzo di Cervantes — come la critica dell’autorevolezza e il concetto di autenticità — le opere esplorano diverse strutture di significato, mettendo in questione la legittimità del sapere e della verità.
Come Don Chisciotte, gli artisti si muovono lungo la linea sottile che separa la realtà dalla finzione: ‘alienati nell’analogia’, diventano ‘i giocatori disordinati dello Stesso e dell’Altro’, per adottare le osservazioni condotte da Michel Foucault sul personaggio di Cervantes.

Gian Maria Tosatti a Palazzo Biscari

Da lunedi 16 luglio a sabato 18 Agosto, mostra dell’artista Gian Maria Tosatti, Il mio cuore è vuoto come uno specchio, al Palazzo Biscari di Catania.

La mostra di arte contemporanea al Palazzo Biscari è a cura di Adele Ghirri, Ludovico Pratesi, Pietro Scammacca, e presentata da Unfold (associazione culturale no profit con sede a Palazzo Biscari).

Mostra
“Il mio cuore è vuoto come uno specchio” titolo derivante da Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman, si presenta come uno spazio allegorico ed entropico, dove il tempo sembra essere finito o continuare in una dimensione ulteriore e separata.
Costituisce il primo capitolo di un progetto che porterà l’artista in un lungo pellegrinaggio attraverso l’Europa tra le macerie della Storia moderna che allunga ancora le sue ombre sul presente, e i germogli di un tempo nuovo, forse una Nuova Storia.
L’opera di Tosatti si propone come un viaggio che il visitatore affronterà individualmente, una sorta di percorso solitario il cui inizio coincide con l’ingresso in un nuovo monumentale romanzo visivo.

Attraverso una narrazione ispirata dall’architettura dell’edificio, ma ricca di riferimenti a Visconti, Céline e ai suoi diari personali, l’artista orchestra un’esperienza immersiva, per trasformare il palazzo in una rovina contemporanea, logorando il suo genius loci. Con la creazione di un’atmosfera spettrale, in bilico tra presenza e assenza, passato e futuro, Tosatti genera un paradosso temporale che situa il visitatore in una sorta di sepolcro della modernità, un punto di attraversamento tra due epoche radicalmente diverse che può vederci passare o fallire.

L’artista
Gian Maria Tosatti (Roma, 1980 – vive a New York) lavora prevalentemente attraverso grandi cicli di opere che affrontano temi legati al concetto di identità, sia sul piano politico che spirituale. I progetti a lungo termine realizzati fin ora hanno portato l’artista ad utilizzare prevalentemente edifici storici e monumentali per farne potenti macchinari visivi capaci di sviluppare temi profondamente radicati nelle comunità di riferimento e nel presente storico. Tali operazioni, talvolta, hanno innescato processi di trasformazione di intere città (Sette Stagioni dello Spirito, Napoli 2013-2016) o aree geografiche (New Men’s Land, Nord-pas-de-Calais 2015-2016).
Tosatti ha vinto numerosi premi (Talent Prize, premio Terna, premio New York) e nel 2015 la rivista inglese Art Review l’ha inserito nella classifica “Future Greats” posizionandolo fra i 30 artisti internazionali più interessanti del panorama contemporaneo.

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